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Mosaico più grande d’Italia, fu inaugurato il 22 Dicembre 2006 l’opera più gigantesca al mondo (100m di lunghezza e 3m di altezza) separa Viale Risorgimento dalla ferrovia. Nel 2003 Baj mandò i disegni al sindaco di quella che avrebbe dovuto essere la sua ultima grande opera, mosaico dedicato al lavoro. Si spense poche settimane dopo, alla soglia degli 80 anni.
Fondatore del movimento “Nucleare”, protagonista delle avanguardie degli anni Cinquanta e Sessanta, accanto a Fontana, Jorn, Manzoni, Klein, nel 1951 Baj fonda a Milano, con Dangelo e Dova, il Movimento Nucleare, la cui principale intenzione è quella di studiare ed analizzare i rapporti tra scienza, arte e tecnologia. I collages policromatici e polimaterici, pervasi da una vena giocosa ed ironica, attraverso lo snodarsi d’un lungo e svariato fregio di presenze umane d’allusione meccanica, rappresentano l’icona della vena satirica dell’artista milanese che ironizza sulla meccanicità alla quale rischia di ridursi l’uomo e sul pericolo quotidiano dell’omologazione robotica che caratterizza il consumismo. La rappresentazione inizia, o finisce – dipende dal senso in cui si legge il muro – mediante un’esaltazione del valore che Baj attribuisce alla pittura e alla libertà con le seguenti parole: “La pittura è una via, una via che ho scelto verso la libertà. E’ una pratica di libertà. Baj 2004-2006”. Baj esalta la libertà di dipingere che rappresenta e coincide con la libertà di vivere, di essere, di gioire. Molte persone hanno interpretato il muro anche come simbolo della libertà di viaggiare , di muoversi, perché riveste la parete della massicciata ferroviaria in Viale Risorgimento, e quindi unisce idealmente Ferrovia e Piaggio, protagonisti della mobilità. I
bozzetti e la lettera con cui Baj dettava le disposizioni per l’esecuzione dell’opera, sono visibili a pochi passi dal muro, all’interno della Galleria comunale Otello Cirri .

L’opera si trova in Via Risorgimento

Protagonist of the fifties and the sixties, besides Fontana, Jorn, Manzoni, Klein, Baj founded the Movimento Nucleare in 1951 with Angelo and Dova. Their main intention was then to study and analyze the relationship between sciences, arts and technology. Polychrom collages and multiple material collages, borrowing a playful and ironic vein, through the deployment of a long frieze evoking several human prensences with mechanical allusions, they try to represent the essence of the satirical artist milanese who considers that the mechanical industry may decreases men and that there is a daily risk in a consumer society that uses robotics. So, the city wall tell a little of its story which is directly linked to a mechanical excellence production, while being one of the greatest contemporary frescoes in Italy (1000/3m).
The show begins – it depend on how we read the wall- and ends in an exaltation of the values that Baj attribute to painting and freedom in speaking with this words: “painting is a way , a medium I chose to access to freedom. It is also a practise of freedom.” Baj 2004-2006
Baj exalts the freedom of painting, which, for him is the same as that of living, being and rejoice. Many people have also interpreted the wall as a symbol of travel and movement as it is on the railway track on Viale Risorgimento, and ideally combines Railway and Piaggio: actors of mobility. This work is posthumously. In 2003, at the end of spring, Enrico Baj asked the mayor of Pontedera a project consisting of eleven boards with collages of cardboard which would become his last great work; a kind of spiritual testament since Baj died some weeks later, and the great mosaic has been realized and inaugurated in 2006. The sketches are visible a few step from the wall, inside the Art Center Otello Cirri.




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