Il Museo Archeologico è stato inaugurato nel 2004 per una corretta conservazione dei numerosi reperti rinvenuti nel sito archeologico etrusco di Ortaglia, a pochi chilometri da Peccioli. Gli scavi erano stati gestiti dal Comune di Peccioli in collaborazione con l’Università di Ferrara, e sotto la direzione di Stefano Bruni.

Da un pozzo profondo 10 metri e largo 4 erano venuti alla luce oggetti votivi e parti di una costruzione che, per dimensioni e tipo di decorazione, facevano pensare a qualcosa di simile a un tempio o quantomeno a un santuario. I reperti si presentavano in frammenti, perché la struttura di cui facevano parte aveva collassato, probabilmente nel IV sec. a.C., in seguito ad un incendio. La parte alta del pozzo, a causa di un’erosione, era poi franata verso nord-ovest, facendo cadere i reperti da un’altezza di circa cinque metri.

Molti oggetti votivi, come i pesi del telaio e i rocchetti per il filo, tipici del lavoro femminile, avevano fatto pensare che il santuario fosse dedicato ad una divinità femminile.

Punta di diamante della collezione una kylix attica a figure rosse, sicuramente attribuibile al celebre pittore greco Makron, operante ad Atene intorno al 490 – 480 a.C.

Dal 2007 il Museo Archeologico si trova nella nuova, suggestiva sede, in Piazza del Carmine 33, all’interno di un sistema di cunicoli ancora di recente usato come cantina, ma che in epoca antica conteneva con ogni probabilità tombe ipogee. Nella nuova sede ai reperti esposti ne sono stati aggiunti altri: il corredo funerario proveniente dalla tomba etrusca di Legoli (scavo del 1930), un grande loutérion (bacino per le abluzioni), nonché una serie di materiali relativi a culti notturni, legati ad una divinità simile alla greca Dèmetra.

Tra questi si può ammirare un kèrnos (vaso cilindrico) con quattro coppette per le offerte votive alla divinità.
Nella sala del tempio un grande plastico riproduce il tempio tuscanico, ricostruito secondo le regole di Vitruvio (teorico dell’architettura di età augustea). Notevole importanza è stata data nella nuova esposizione alla multimedialità. Si è pensato che le più recenti acquisizioni in questo campo potessero venire incontro alle esigenze e al modo di apprendere soprattutto degli studenti e delle giovani generazioni. Il plastico del tempio è stato così corredato da supporti multimediali che permettono di “interrogarlo” e di gustare filmati tridimensionali tramite appositi occhiali. Inoltre, nella sala multimediale è stato allestito uno schermo con proiettore grazie ai quali si posso vedere filmati relativi alla storia dell’incendio del tempio di Ortaglia. 

I reperti rinvenuti, appartenenti al territorio a nord di Volterra, hanno permesso di gettare nuova luce ed elaborare nuove possibilità interpretative sulla storia degli etruschi di Volterra, dei quali quello tardo-arcaico resta ancor oggi un periodo assai oscuro.

Alla collezione etrusca proveniente dal sito di Ortaglia, si affiancheranno infatti i materiali rinvenuti, durante gli scavi condotti dal Gruppo Archeologico Tectiana, sul sito di Santa Mustiola a Ghizzano, un piccolo colle ubicato lungo una delle vie di comunicazione antiche più importanti del territorio, che collegava Volterra, Pisa e il mare a Roma. Proprio l’importanza commerciale e strategica del luogo ha permesso il succedersi di varie fasi insediative: da quella romana, testimoniata dalla cisterna di I secolo d.C., quella longobarda di cui rimangono grandi quantità di oggetti e ceramiche di uso quotidiano e, infine, a quella medievale con la costruzione della piccola chiesa dedicata a Santa Mustiola. All’interno della chiesa, lungo uno dei muri perimetrali, è stata rinvenuta una sepoltura femminile con un prezioso corredo in bronzo, oggi completamente restaurato e ricomposto nella sua forma originale.

Il corredo, composto da un copricapo, un anello e una cintura è databile alla prima metà del Trecento, e rappresenta un raro esempio in Italia di oggetti di questo tipo, soprattutto per la quantità di elementi decorativi che compongono la cintura. L’entità del ritrovamento, unito alle informazioni provenienti dallo studio antropologico delle ossa sepolte, ha permesso di delineare alcuni aspetti della vita della defunta.

Orari

mercoledì 15.00 – 19.00
sabato, domenica e festivi 10.00 – 13.00, 15.00 – 19.00

Chiuso nei giorni di Capodanno, Primo Maggio, Ferragosto,
Natale e durante i pomeriggi delle vigilie di Capodanno e Natale.

Biglietti

Ingresso gratuito

Le scuole e i gruppi che ne facciano richiesta alla Segreteria Organizzativa della Fondazione (fax 0587 670831)
possono usufruire di visite guidate anche al di fuori degli orari d’apertura.

Contatti

Museo Archeologico
Via del Carmine, 33
56037 Peccioli (PI)

Tel. 0587 672158
Tel. 0587 672877

info@fondarte.peccioli.net

Per maggiori informazioni visita il sito Fondazione Peccioliper

The Archaeological Museum was inaugurated in 2004 to properly preserve the numerous finds found in the Etruscan archaeological site of Ortaglia, a few kilometers from Peccioli. The excavations were managed by the Municipality of Peccioli in collaboration with the University of Ferrara, and under the direction of Stefano Bruni.

From a well 10 meters deep and 4 meters wide had come to light votive objects and parts of a building that, for size and type of decoration, made think of something similar to a temple or at least a sanctuary. The finds were presented in fragments, because the structure of which they were part had collapsed, probably in the fourth century B.C. following a fire. The upper part of the well, due to erosion, had then collapsed to the northwest, causing the finds to fall from a height of about five meters.

Many votive objects, such as the weights of the loom and the spools for the wire, typical of the female work, had led to think that the sanctuary was dedicated to a female deity.

The diamond tip of the collection is an Attic kylix with red figures, certainly attributable to the famous Greek painter Makron, operating in Athens around 490 – 480 B.C.

Since 2007, the Archaeological Museum is located in the new, suggestive location, in Piazza del Carmine 33, within a system of tunnels still recently used as a cellar, but in ancient times it probably contained underground tombs. In the new location to the exhibits were added other: the funeral equipment from the Etruscan tomb of Legoli (excavation of 1930), a large loutérion (basin for ablutions), as well as a series of materials related to nocturnal cults, linked to a deity similar to the Greek Dèmetra.

Among these you can admire a kèrnos (cylindrical vessel) with four cups for votive offerings to the deity.
In the temple room a large model reproduces the Tuscanic temple, rebuilt according to the rules of Vitruvius (theorist of architecture of the Augustan age). Considerable importance has been given in the new exposure to multimedia. It was thought that the most recent acquisitions in this field could meet the needs and way of learning especially of students and younger generations. The model of the temple was thus equipped with multimedia supports that allow you to “interrogate” and enjoy three-dimensional films through special glasses. In addition, in the multimedia room was set up a screen with projector thanks to which you can see movies related to the history of the fire of the temple of Ortaglia. The finds found, belonging to the territory north of Volterra, have allowed to shed new light and elaborate new interpretative possibilities on the history of the Etruscans of Volterra, of which the late-archaic period still remains very dark today.

The Etruscan collection from the site of Ortaglia will be accompanied by the materials found, during the excavations conducted by the Tectiana Archaeological Group, on the site of Santa Mustiola in Ghizzano, a small hill located along one of the most important ancient roads of the territory, which connected Volterra, Pisa and the sea to Rome. Just the commercial and strategic importance of the place has allowed the succession of various phases of settlement: from the Roman, witnessed by the cistern of the first century AD, the Lombard of which there are large quantities of objects and ceramics of daily use and, finally, to the medieval one with the construction of the small church dedicated to Santa Mustiola. Inside the church, along one of the perimeter walls, was found a female burial with a precious bronze kit, now completely restored and reassembled in its original form.

The outfit, consisting of a hat, a ring and a belt is datable to the first half of the fourteenth century, and represents a rare example in Italy of objects of this type, especially for the amount of decorative elements that make up the belt. The extent of the finding, combined with information from the anthropological study of buried bones, allowed to outline some aspects of the life of the deceased.

Opening hours

wednesday 3.00pm – 7.00pm
saturday, sunday and holidays 10.00am – 1.00pm, 3.00pm – 7.00pm

Closed on New Year’s Day, First of May, August 15th, Christmas and during the afternoon of Christmas’ and New Year’s Eve

Tickets

Free entry

Schools and groups that request to the Organizational Secretaryship Of the Foundation (fax 0587670831) can enjoy of guided tour outside of the opening hours.

Contacts

Museo Archeologico
Via del Carmine, 33
56037 Peccioli (PI)

Tel. 0587 672158
Tel. 0587 672877

info@fondarte.peccioli.net

For more information visit Fondazione Peccioliper




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